Il 14 febbraio 1961 gli agenti del KGB sequestrano il manoscritto e tutte le copie dattiloscritte di Vita e destino. Grossman aveva affidato due copie dattiloscritte a due persone fidate:
La prima, in bella copia, battuta a macchina, a Semen Lipkin. La seconda, battuta a macchina, con molte correzioni autografe, a Viaceslav Ivanovic Loboda.
Dopo la morte di Grossman, Lipkin tenta di portare clandestinamente la sua copia in Occidente. Ne vengono fatti due microfilm: il primo a opera di Vladimir Voinovic e il secondo a opera di Andrej Sacharov e di sua moglie Elena Bonner nel loro laboratorio clandestino.
Alla fine degli anni Settanta, Rosemarie Zigler, ricercatrice austriaca in Slavistica, passa il confine nascondendo i due microfilm in una “scatoletta” non più grande di un pacchetto di sigarette. A Parigi, la “scatoletta” viene consegnata a Efim Etkind, illustre critico e filologo.
Giunto in Occidente nessun editore vuole pubblicare l’ennesimo “romanzo di guerra”. Lo fa Vladimir Dimitrievic, editore svizzero di nazionalità serba.
Insieme a Simon Markiš, Etkind svolge un accurato lavoro filologico per mettere insieme i due microfilm e ricostruire le parti che la qualità pessima delle fotografie ha lasciato incomplete.
Nel 1980 esce, pubblicata da L’Age d’Homme la prima edizione di Vita e destino, in russo e con varie lacune. Da questa edizione derivano le prime traduzioni in francese (L’Age d’Homme, 1981) e in italiano (Jaka Book, 1982).
Nel 1988 il romanzo approda finalmente in Russia. Vita e destino viene pubblicato prima a puntate nella rivista “Oktjabr’”e poi in volume dall’editore “Knišnaja Palata”.
Viaceslav Ivanovic muore in un incidente stradale. La custodia del dattiloscritto passa a sua moglie Vera Ivanovna che lo nasconde in cantina.
Solo dopo l’uscita in Russia dell’edizione di Losanna, Vera Ivanovna consegna agli eredi di Grossman la propria copia di Vita e destino con le correzioni autografe. E’ finalmente l’edizione integrale, che viene pubblicata a Mosca nel 1990. L’intestazione recita: «Secondo il manoscritto dell’autore».